Titolo. I 3 veleni, il saggio e l'innocenza.

scritto da Bodhimarga
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Testo: Titolo. I 3 veleni, il saggio e l'innocenza.
di Bodhimarga

Trilogia Bodhimarga - secondo racconto
Genere: Thriller Psicologico/Mistico

India, un soldato viene ingaggiato per portare una ragazza in un Tempio Indiano da un Maragià. Si incamminarono nel deserto con due cammelli, cibo e acqua a sufficienza. Il viaggio non sarà facile. 
Durante il percorso incontrano un individuo con una fascia Nera (1 veleno Illusione/Ignoranza) che gli dice: se continuate ad andare dritto potreste rimanere senz'acqua, mentre se andate a destra dove c'è quello specchio d'acqua vi risanerete. Apparve un elefante bianco in lontananza. 
Il soldato rispose con un ghigno: la realtà è dritta difronte a noi. E proseguirono. 
Verso il tramonto incontrarono un altro individuo con un a fascia Giallo oro (2 veleno Avidità) si avvicinò al soldato e gli disse: vedo che hai solo 2 cammelli e poca acqua per il vostro viaggio, se torni indietro, con me, potrai averne altri due e tanta acqua, potrai farti anche un bagno con quella ragazza e risanarvi. Cosa ne dici? Il soldato rispose: altri cammelli rallenterebbero il viaggio, troppa acqua evaporerebbe e il cibo andrebbe a male, mi accontento del giusto di quello che ho. E proseguirono.
La ragazza era molto taciturna, ma un brava osservatrice. La sera si appartarono, accesero un fuoco e mangiarono. La luna era quasi piena e prima di addormentarsi il soldato prese una bacinella d'acqua e la mise vicino al fuoco. La donna, che era sempre stata in silenzio, gli disse: toglimi una curiosità perché hai messo "una bacinella d'acqua vicino al fuoco"? Gli rispose: è per l'elefante, non lo senti? La ragazza sorrise, chiuse gli occhi e si addormentò. 
Giorno seguente, al sorgere del sole, di nuovo in viaggio e incontrano un individuo con una fascia Rossa (3 veleno Rabbia/odio) si avvicinò al soldato in modo minaccioso e iniziò ad insultarlo: chi sei? sei un soldato? Sicuramente avrai ucciso qualcuno uomini, donne e bambini non è vero? Sei un assassino! Il soldato rimase in silenzio, mentre l'individuo continuava ad insultarlo. La ragazza guardò il soldato stupita come se volesse dirgli: perché non reagisci? All'improvviso il barrito dell'elefante che li seguiva sempre fece spaventare l'individuo che scappò. 
La ragazza chiese al soldato: cosa è successo? perché è scappato? 
Il soldato rispose: "gli insulti sono come fuocherelli se gli dai aria si alimentano, altrimenti si spengono".
E continuarono il viaggio. Verso la sera Il soldato chiese alla ragazza, che doveva portare al Tempio del Maragià, cosa avesse commesso di così grave, e la ragazza gli rispose: mio padre il Maragià voleva darmi in sposa ad un Principe che io non amo, così sono scappata via. 
Il soldato la guardò, sorrise e gli disse: Puoi dirmi anche la verità se vuoi.
La ragazza da brava osservatrice decise di raccontargli la verità: 
7 giorni fa io e il Principe dovevamo sposarci, il Principe era un tipo scherzoso, vigile e non mi faceva mancare nulla, ci capivamo a volo, ma la cosa più bella del suo carattere e che manteneva la calma in qualsiasi situazione anche la più pericolosa e la risolveva (Equanimità). 
Una sera al Tempio il Principe volle farmi una sorpresa indossò una maschera cerimoniale ed entrò nella mia stanza da letto. Non disse una parola ma sapevo che era lui. Iniziammo a giocare e finimmo sul letto dove iniziò a toccarmi sempre più in profondità. Mi allontanai e gli dissi: ma cosa stai facendo lo sai con non possiamo avere rapporti prematrimoniali. Ma lui senza fiatare continuò. Allora lo spinsi fuori dal letto, cadde e perse la maschera. Quando si alzò l'immagine che vidi non la cancellerò mai più dalla mia mente. Non era il mio amato Principe ma era mio padre il Maragià. Mentre raccontava "L'elefante bianco era seduto dietro di lei ad ascoltarla". Il soldato gli chiese: è poi cosa successe? urlai! e subito dopo entrò il Principe. Capì subito la situazione e si armò. Ci fu uno scontro con il Maragià, il Principe era più forte ma mio padre mi prese e minaccio di tagliarmi la gola. Allora il Principe lo sorprese e astutamente chiamò le guardie: Guardie! Un intruso nelle stanze della principessa. Non appena mio padre abbassò la guardia, riuscii a scappare e Il principe colse l'attimo e lo ferì alla gola. Allora Mio padre prese una lancia e la scagliò verso di me, il Principe mi protesse con il suo corpo. Moribondo con una lancia conficcata dietro la schiena e con le ultime forze cercò di spingere mio padre fuori dalla finestra, ma le forze lo abbandonarono e mio padre ne approfittò. (parla con voce tremante) Il mio amato Principe cadde dalla finestra e nel suo viaggio verso il trapasso urlò il mio nome. Quando Entrarono le guardie mio padre si inventò una scusa di alto tradimento da parte del Principe nei mie confronti ed io scappai dal Tempio. Quella notte fu battezzata come la "Notte del Tradimento".
Ora sai tutto soldato! E un giorno tutti dovranno sapere cosa è successo quella notte. 
Il soldato impassibile gli disse: Domani saremo lì. Accese il fuoco mise la bacinella d'acqua mangiarono e dormirono. 
(metafora la bacinella d'acqua vicino al fuoco. Il soldato saggio che spegne il Maragià irrequieto.) 
Il giorno dopo Arrivano vicino al tempio il soldato disse alla ragazza: rimani in questo piccolo villaggio. E Si allontanò verso il tempio. 
Da lontano la ragazza ebbe una visione, anche se per un attimo, al fianco del soldato vidi un elefante bianco. Pensò fosse un miraggio. 
Il soldato arrivò al Tempio e i Guardiani lo portato al cospetto del Maragià.
Il Soldato entrò nelle stanze del Maragià e lo salutò con Educazione. Si guardarono fissi, lo sguardo irrequieto del Maragià contro lo sguardo saggio e scaltro del soldato.
Il Maragià gli disse con tono imperioso: beh! soldato, dov'è mia figlia? mi avevano detto che eri il migliore? forse era meglio mandare uno dei miei Guardiani! 
Il Soldato rispose: I Guardiani proteggono i Tempi, i soldati le persone! E comunque Sua figlia è scappata! 
Il Maragià disse: cosa? Ma Non eri il migliore. 
Il Soldato rispose: certo altrimenti non sarei qui. Bella quella cicatrice sul collo, è recente?
Il Maragià iniziò a capire che questo soldato sapeva e anche troppo. 
Il Maragià gli chiese: dov'è ora mia figlia?
Il Soldato rispose: in un villaggio qui vicino. 
Abbiamo viaggiato per tre giorni e sua figlia è venuta a conoscenza di molte cose, una in particolare: "tre cose non possono essere tenute a lungo nascoste Il sole, La Luna e La Verità". Il Maragià ebbe una visione un flashback di quella notte quando uccise il Principe e rispose: Cosa? Ma chi se? Non mi hai riportato mia figlia e mi insulti? 
Il soldato rispose: sei come un fuoco irrequieto e potrei spegnerti in un attimo ma ti lascerò spegnere da solo, fino a quando i giorni non saranno maturi e tua figlia rivendicherà ciò che gli spetta. Tutti quel giorno sapranno la verità per bocca Vostra.
Il Maragià disse: ma piantala! Va via! Guardie accompagnatelo fuori!. 
Il Maragià continuò a borbottare e il soldato andò via e raggiunse la figlia al villaggio. 
Nel frattempo il Maragià inviò delle Guardie nei villaggi limitrofi per cercare sua figlia. 
I giorni passavano e il Maragià continuava a pensare alle parole di quel soldato che gli arrovellavano il cervello. Rimase sveglio per giorni senza mangiare, era pervaso dai rimorsi di coscienza che simili a Piranha divorano la mente. Ed intanto la su fiamma continuava ad estinguersi. 
Il soldato rimase con la figlia per un po' di tempo, seminando nel villaggio la verità agli abitanti e ai Guardiani onesti, inoltre facendogli capire altre cose, fino a quando un giorno mentre gli parlava la ragazza vide al suo fianco un grande Elefante bianco, i suoi occhi si illuminarono ed esulto!: lo vedo, vedo l'elefante è bellissimo! Lo accarezzò e l'elefante chinò la testa. Il soldato sorrise.
Subito dopo dal tempio del Maragià si udì il suono delle trombe sacre ciò significava che il Maragià stava per morire. Allora la figlia si presentò al tempio con alcuni Guardiani onesti che la fecero entrare per vedere un ultima volta il padre. Così come aveva predetto il soldato il Maragià, prima di esalare il suo ultimo respiro, raccontò cosa accadde quella Notte, che fu ribattezzata la "Notte del Sacrificio".
Il saggio soldato salutò per sempre la Principessa e gli disse: "ce ne sono altri come me, la mia missione termina qui. Ora sono libero". E sparì nella luce del sorgere del sole. Mentre la figlia del Maragià divenne "La Saggia Principessa" e l'elefante bianco rimase con lei al suo fianco.

L'innocente ragazza che dalla coscienza ed esperienza impara la conoscenza, diventa consapevole e poi da Principessa intuisce la saggezza.

Titolo. I 3 veleni, il saggio e l'innocenza. testo di Bodhimarga
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